
La sessualità nel tempo è sempre stata oggetto di trasposizione letteraria e artistica; i primi cenni dell’omosessualità si hanno nell’Antica Grecia. Qui si manifestava, così come per l’eterosessualità greca, per le classi colte, una ricerca del bello e quindi indipendente dal sesso di chi veniva amato. L’idea che i rapporti sessuali con i giovani maschi potessero sollevare preoccupazioni può sembrare strano in una società come quella Greca – che ben tollerava l’omosessualità – nel caso non si consideri che essi non vedevano una sessualità come alternativa all’altra: si poteva amare benissimo uomini e donne indistintamente, in quanto i greci nell’amore cercavano il bello indipendentemente dal sesso di chi amavano; pertanto, amare donne o ragazzi era solo una faccia diversa della stessa medaglia.
Le prime testimonianze di omosessualità tra donne le troviamo negli scritti della poetessa Saffo, la quale proveniva da Lesbo. La donna aveva aperto una scuola dove le fanciulle si riunivano per alcuni anni imparando a vivere, le buone maniere e venivano iniziate dal punto di vista sessuale.
Assistendo poi a un periodo buio della storia dell’omosessualità vista come peccato e malattia. L’ omosessualità infatti era stata inclusa nel primo DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) fra i “disturbi sociopatici di personalità”; nel 1968 il DSM II la classificava come “deviazione sessuale” insieme a pedofilia, necrofilia, feticismo e transessualismo, infine nel 1974 fu eliminata l’omosessualità ego-sintonica dal DSM III, ma vi fu aggiunta l’omosessualità ego-distonica.
Dal DSM l’omosessualità ego-distonica sarebbe stata cancellata soltanto con decisione presa il 17 maggio 1990, destinata ad entrare in vigore a partire con la promulgazione della nuova edizione del DSM IV, il 1º gennaio 1994.
Alcuni approfondimenti sulla sessualità:
- Infezioni sessualmente trasmissibili?
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- Foto della Campagna Arcigay “Mettiamo in gioco i nostri corpi”
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