UNA RISPOSTA A SPECCHIO DEI TEMPI
In attesa di implementare delle sezioni specifiche in cui fare sentire l’opinione dei Soci e delle Socie Arcigay sulle varie problematiche pubblichiamo una risposta del nostro presidente Marco ad un articolo apparso su Specchio dei Tempi.
In prima l’articolo, in seconda la risposta… a cui potete aggiungere la vostra! Commentate, le vostre osservazioni verranno riassunte e portate all’attenzione della Stampa (di cui tra l’altro ci chiediamo sulla base di quale scelta editoriale possa pubblicare lettere di questo stampo e caratura).
«Sono una signora di 70 anni, sposata, con due figli già grandi. Sono una mamma, una mamma come tante altre, con gli occhi rivolti al sociale, che ogni giorno ci pone di fronte ai tanti drammi della vita. «In questi ultimi tempi si parla tanto di omosessualità, dei loro disagi, dei loro legittimi diritti, ma non è di questo che voglio parlare, perché a questo si può rimediare.
Mi turba invece questo problema dell’omosessualità dilagante in tutto il mondo; e non ditemi che è sempre esistito perché non è vero, almeno non in questa misura. «Dunque mi chiedo perché. E con una stretta al cuore mi assale un dubbio atroce: ma questi figli non saranno per caso i figli degli ormoni somministrati agli animali nelle carni, nei mangimi, per ottenerne una crescita più veloce?
Siamo davvero sicuri, che questa alimentazione non abbia influito ad alterare i delicati equilibri ormonali delle nuove generazioni? Non oso pensarlo, sarebbe gravissimo. Chissà se, come me, ci sono altri che si pongono la stessa domanda…».
lettera firmata (LA STAMPA, SPECCHIO DEI TEMPI, 2 LUGLIO 2011…)
Ed ecco la risposta del nostro Presidente:

















Gentile Signora,
pressato da qualche impegno -ahimè, non mondano- trovo soltanto ora anche io il tempo per scriverLe.
Al pari del Presidente di Arcigay sono stato, come dire, al tempo stesso stupito e un po’ commosso. Non dalle sue parole, ma dalla tenerezza dei gestori di Specchio che Le hanno concesso uno spazio in cui esprimere i Suoi affanni.
Che dire? L’omosessualità, a parte la fierezza con cui noi omosessuali stessi la viviamo, ed a parte le già citate -quante volte, allo sfinimento!- battaglie sociali vinte e riconoscimenti ottenuti (certo purtroppo non coronati da leggi adeguate, ma tant’è – Basterà attendere certamente) è anche desiderio dell’anima, moto del cuore pari (e non dirò meglio) degli altri, desiderio che l’altro, l’altra (se siamo donne) o gli altri (ebbene siamo nel 2011, concediamoci anche qualche ampiamento delle vedute!) siano felici con noi e con noi condividano lo stesso gioioso anelito.
La Marchesa di Sevignè diceva che il cuore non ha regole: auguriamocelo. Io aggiungerei al cuore però anche i redattori della piccola posta di alcuni quotidiani.
Leggo dalla sua lettera che Lei, signora, ha due figli, e forse nipoti: se li goda, ben certa che, sani e forti, certamente non indulgono fuori dalla famiglia in chissà quali stranezze. In cui però gli ormoni, Le assicuro, hanno poca parte.
Grazie per averci pensato, cara e infine La rassicuro: stiamo più o meno tutti bene, e ci auguriamo lo stesso di Lei.
Saluti carissimi
Un lettore